Guerra aperta nel calcio mondiale: la FIFA risponde al boicottaggio della UEFA

Scontro totale tra FIFA e UEFA: la federazione di Infantino risponde al boicottaggio europeo sul progetto FFE e chiarisce la sua posizione sugli investimenti privati.

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Gianni Infantino, presidente della FIFA (Shutterstock)

Tensione alle stelle ai vertici del calcio internazionale. Dopo la dura presa di posizione e le minacce di boicottaggio arrivate in modo unanime dalla UEFA e dalla Concacaf, la FIFA ha diffuso un comunicato ufficiale per difendere il controverso progetto FIFA Forward Enterprise (FFE). L'organismo guidato da Gianni Infantino ha respinto con fermezza le accuse di voler privatizzare il pallone o cedere il controllo delle istituzioni a fondi di investimento esterni, come Thrive Capital. Secondo la FIFA, le notizie circolate sugli organi di stampa avrebbero travisato la reale natura della proposta, volta esclusivamente a ottimizzare le entrate commerciali a beneficio di tutto il movimento globale.

La stoccata all'Europa e le cifre del piano

Nel testo diffuso da Zurigo non mancano passaggi polemici rivolti direttamente alle federazioni del Vecchio Continente. La FIFA ha infatti sottolineato come "nessuna entità possa arrogarsi il diritto di rappresentare tutte le 211 associazioni membro", rivendicando un modello decisionale aperto e democratico. Dal punto di vista economico, la proposta prevede la conferma di 20 milioni di dollari destinati a ogni singola federazione tramite il programma standard FIFA Forward (2027-2030), a cui si aggiungerebbe una quota opzionale di pari importo finanziata da capitali privati attraverso il piano Fast Forward. Il tutto, assicura la FIFA, senza intaccare in alcun modo l'autonomia sulle decisioni sportive, sui regolamenti e sui calendari.

Il fronte del no e l'incognita sul Congresso

Nonostante le rassicurazioni di Infantino, il clima resta incandescente. La paventata cessione di quote tra il 20% e il 30% dei diritti commerciali a investitori privati ha compattato le 55 nazioni della UEFA, pronte a valutare il ritiro delle proprie nazionali dalle competizioni mondiali pur di sbarrare la strada alla riforma. La palla passa ora al prossimo Congresso della FIFA, dove la proposta FFE potrà essere approvata soltanto con il voto favorevole della maggioranza delle federazioni partecipanti: una resa dei conti geopolitica destinata a segnare il futuro del calcio d'élite.