FIFA, salta il progetto di privatizzazione dei Mondiali: la UEFA esulta e Infantino finisce nel mirino
La FIFA ritira il progetto FIFA Forward Enterprise dopo l'opposizione della UEFA e di diverse federazioni. Crescono le pressioni su Gianni Infantino in vista delle prossime elezioni.
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Gianni Infantino - Shutterstock
La FIFA fa marcia indietro sul progetto FIFA Forward Enterprise. Dopo le forti critiche ricevute da UEFA, federazioni nazionali e altre confederazioni calcistiche, il presidente Gianni Infantino ha annunciato il ritiro della proposta che prevedeva la creazione di una nuova società commerciale privata incaricata di gestire le principali competizioni della federazione, a partire dalla Coppa del Mondo. Una decisione che apre ora nuovi interrogativi sul futuro della governance del calcio mondiale e sulla posizione dello stesso Infantino.
La FIFA ritira il progetto: "Ha creato troppe divisioni"
A comunicare il dietrofront è stato lo stesso Gianni Infantino attraverso una nota ufficiale. Il presidente della FIFA ha spiegato che il progetto era nato con l'obiettivo di rafforzare il sostegno economico alle federazioni affiliate, soprattutto nei Paesi con maggiori necessità di sviluppo.
Tuttavia, dopo il confronto con federazioni, confederazioni e membri del Consiglio FIFA, è emerso che la proposta aveva generato una frattura troppo profonda all'interno del movimento calcistico.
"Il progetto FIFA Forward Enterprise era stato concepito per rafforzare ulteriormente le nostre federazioni affiliate e favorire la crescita del calcio nel mondo. Dopo aver ascoltato tutte le opinioni, è apparso evidente che aveva creato divisioni tali da non essere più nell'interesse dell'obiettivo prefissato", si legge nel comunicato.
Infantino ha quindi confermato il definitivo accantonamento dell'iniziativa, ribadendo la volontà di aprire un confronto con tutte le componenti del calcio internazionale per individuare nuove soluzioni condivise a sostegno dello sviluppo del movimento.
La UEFA attacca Infantino: cresce l'incertezza sul suo futuro
La decisione è stata accolta con soddisfazione dalla UEFA, che ha rivendicato il ruolo avuto nel bloccare il progetto. In una dura presa di posizione, la confederazione europea ha sottolineato come la proposta sia stata respinta all'unanimità dalle proprie federazioni e da numerose altre associazioni nel mondo.
Nel comunicato, la UEFA ha definito il piano poco trasparente e ha accusato la leadership della FIFA di aver perso la fiducia di una parte significativa della famiglia calcistica. L'organismo guidato da Aleksander Čeferin ha inoltre annunciato l'intenzione di lavorare con federazioni e confederazioni per impedire che iniziative simili possano ripresentarsi in futuro, proponendo invece un rafforzamento dell'attuale programma FIFA Forward senza ricorrere a investitori privati.
Lo scontro istituzionale rischia ora di avere ripercussioni anche sul piano politico. A meno di dieci anni dall'elezione di Infantino alla presidenza della FIFA, aumentano le pressioni sulla sua leadership, alimentate anche dalle critiche provenienti da altre confederazioni come la CONMEBOL.
In vista delle prossime elezioni iniziano così a circolare i primi possibili nomi per un'eventuale successione. Tra i profili più accreditati figurano Aleksander Čeferin, presidente della UEFA, Nasser Al-Khelaïfi, numero uno del Paris Saint-Germain e dell'ECA, Arsène Wenger, attuale responsabile dello sviluppo globale del calcio della FIFA, Víctor Montagliani, presidente della Concacaf, e Salman bin Ibrahim Al Khalifa, alla guida della Confederazione asiatica. Per il momento non esiste alcuna candidatura ufficiale, ma il passo indietro della FIFA ha inevitabilmente riaperto il dibattito sul futuro della governance del calcio mondiale.