Bufera FIFA, scuse ufficiali di Gianni Infantino: ritirato il piano sui Mondiali, ma il presidente non si dimette

Terremoto ai vertici della FIFA: Gianni Infantino chiede scusa per il piano di vendita delle quote dei Mondiali, ma conferma che resterà alla presidenza.

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Gianni Infantino, presidente della FIFA (Shutterstock)

Travolto dalle polemiche a seguito dell'ipotesi di cedere quote dell'impresa legata ai Mondiali a investitori privati, Gianni Infantino ha presentato le proprie scuse ufficiali tramite una lettera congiunta firmata insieme al segretario generale Mattias Grafström. Nel documento inviato ai vertici del calcio globale, i vertici del governo mondiale del pallone hanno ammesso che «sono stati commessi errori deplorevoli nella gestione della proposta» e che l'idea è stata definitivamente «rimossa dal tavolo». La dirigenza ha inoltre annunciato un'indagine interna la cui relazione sarà presentata al prossimo Consiglio FIFA, riconoscendo come le 211 associazioni affiliate e i membri del consiglio stesso non avrebbero mai dovuto sentirsi esclusi da un processo di tale portata.

Il vertice d'emergenza a Rabat e il muro della dirigenza

Intercettato per la prima volta a Rabat, in Marocco, dove ha convocato uno staff d'emergenza presso la sede africana dell'organo di governo, il cinquantaseienne dirigente ha comunque ribadito la ferma volontà di rimanere alla guida della federazione. Nonostante le forti critiche interne ed esterne, la leadership senior riunita nella capitale marocchina ha espresso unanime sostegno al presidente, assicurando che l'amministrazione prosegue il proprio lavoro con un'unica voce. Dal canto suo, la FIFA ha diffuso un duro avvertimento legale specificando che, con il ritiro del progetto, non saranno più tollerati attacchi all'integrità o alla reputazione dell'istituzione, rivendicando la piena legittimità formale del proprio operato.

L'attacco dei rivali e le ombre sul passato

Le scuse non hanno però placato la durissima opposizione. L'ex pallone d'oro Luis Figo ha sferrato un attacco frontalissimo definendo la condotta di Infantino come «la più deplorevole, ingannevole e vigliaccamente egoistica mai vista», mentre anche l'ex presidente Sepp Blatter si è espresso apertamente per un cambio al vertice caldeggiando la candidatura di Lise Klaveness. Ad appesantire ulteriormente la posizione di Infantino si aggiungono le recenti rivelazioni sulle trattative riservate risalenti al 2020 legate alla nascita della Superlega europea: documenti riservati svelano infatti che la FIFA avrebbe persino valutato di dare il proprio nome al torneo indipendente, smentendo le posizioni di netta condanna pubblica espresse all'epoca e alimentando le tensioni con il presidente dell'UEFA Aleksander Ceferin.