15.06.2021 17:29

La metamorfosi del Belgio, da squadra catenaccio a team di talenti

Divertente, traboccante di tecnica, talento e fantasia: così il Belgio di Hazard, Mertens, Lukaku, De Bruyne, unanimemente inserito tra i grandi favoriti di Euro 2020. Una nazionale ormai da anni ai vertici del ranking mondiale e sinonimo di spettacolo e gioco offensivo.

Eppure, l'anima del calcio belga fino a qualche tempo fa era totalmente diversa. Incontrare i “Diavoli Rossi” significava di solito sbattere contro un muro fatto di mestiere, astuzia, determinazione feroce e applicazione tattica quasi maniacale. Massimo esempio, la banda di pirati che agli europei italiani del 1980 arrivarono fino alla finale, tuttora il miglior risultato del Belgio nel torneo continentale.

La formula prevedeva due gironi da quattro squadre, con le vincenti di ciascun gruppo chiamate a giocarsi il titolo. Dopo i primi due turni, i belgi si trovarono in testa al girone con l'Italia: stessi punti e stessa differenza reti. Avendo però segnato più gol degli azzurri, poterono giocare lo scontro diretto, il 18 giugno all'Olimpico, con due risultati buoni su tre. Fu quella la sera in cui il catenaccio, invenzione italiana, si ritorse sugli azzurri come una nemesi.

Guy Thys, guru del calcio belga, mise in campo un bunker a tripla mandata, lasciando davanti il solo Ceulemans. Dietro, ringhiavano due barbuti disposti a tutto, Gerets (poi milanista) e Millecamps. La partita fu una sequela di entrate dure e perdite di tempo estenuanti. Il resto lo fece la ripetuta ricerca del fuorigioco che i belgi, avanzando in blocco, sapevano far scattare a perfezione.

Gli azzurri di Bearzot, a cui lo scandalo scommesse aveva appena tolto Paolo Rossi e Bruno Giordano, le provarono tutte. Un fallo di mano nell'area belga fu tramutato in calcio di punizione dall'arbitro portoghese Garrido e nel finale il portiere, lo strepitoso Pfaff, salvò prodigiosamente lo 0-0 su Causio. La finale, contro la Germania, fu uno spettacolo migliore e il 2-1 per i tedeschi maturò solo nel finale. I Diavoli Rossi non sarebbero mai più arrivati così vicini al successo. Una squadra molto lontana da quella che adesso fa invidia a mezzo mondo guardando tutti dall'alto della classifica stilata in base al ranking e ormai pronta a prendersi il trofeo continentale puntando sul talento. Una metamorfosi che, grazie anche all'arrivo di Martinez in panchina, ha trasformato il Belgio da squadra catenaccio a team di talenti; Euro 2020 rappresenta, per Lukaku e compagni, l'occasione giusta per mettersi alle spalle la fastidiosa etichetta aprendo una nuova era fatta di classe e splendore