05.07.2015 01:04

Coppa America: Maledizione Argentina, Cile nella storia

Un sogno inseguito per 99 anni e raggiunto davanti al proprio pubblico al termine di una battaglia durata oltre 120 minuti, con poche vere occasioni, rari lampi e fisicita' a palate.

E il sigillo arriva con un 'cucchiaio' a firma di Alexis Sanchez. In un Estadio Nacional dipinto di rosso e i 33 minatori di San Jose' sugli spalti, i guerrieri cileni si ritagliano un posto nella storia: per la prima volta la Roja solleva al cielo la Coppa America. Un successo voluto, cercato, sofferto. Ottenuto con cuore, 'garra' e tanta freddezza. Quella che e' mancata all'Argentina, alla seconda finale persa nel giro di un anno dopo quella mondiale a Rio de Janeiro contro la Germania. Gli errori dal dischetto di Higuain - che ha sparato alto come contro la Lazio nell'ultima di campionato, mandando in fumo le velleita' di Champions del Napoli - e Banega prolungano il digiuno albiceleste che dura ormai dal '93, dall'ultima affermazione in Coppa America. Per Messi, che quando veste la camiseta argentina sembra smettere i panni di Superman per trasformarsi in Clark Kent, l'ennesima delusione in nazionale. Non e' stata una finale tecnicamente indimenticabile, per quanto le premesse fossero altre.

Sampaoli confida nelle invenzioni del Mago Valdivia, alle spalle di Sanchez e Vargas, e nella leadership di Vidal, in mezzo al campo con Aranguiz e Diaz, mentre l'interista Medel e' al centro della difesa con Silva. Per la Seleccion Messi, Pastore e Di Maria giocano a supporto di Aguero, coperti da Mascherano e Biglia, davanti a Romero ci sono Otamendi e Demichelis con Zabaleta e Rojo larghi.

Argentina subito in pressing e Cile che prova a costruire a destra, sull'asse Isla-Sanchez. Primo pericolo di marca albiceleste, con l'invenzione di Messi in profondita' sulla quale Aguero non arriva per poco, la Roja replica con un tentativo di Vargas da fuori senza fortuna. Per la prima vera chance bisogna attendere l'11': Sanchez in mezzo, rinvio maldestro di Demichelis e Vidal ci prova al volo, con Romero che non si fa sorprendere. Il muro rosso dell'Estadio Nacional di Santiago trema qualche minuto dopo, quando sulla pennellata da destra di Messi, il Kun incorna e Bravo si oppone d'istinto, mentre sul contropiede successivo Vargas brucia tutti in velocita' ma la mira e' rivedibile. A meta' tempo Martino perde Di Maria, che parte per un coast to coast e poi si ferma toccandosi la coscia: guaio muscolare e al suo posto entra Lavezzi. Col passare dei minuti subentra un po' di stanchezza e a parte qualche colpo proibito e un piattone del Pocho centrale si vede ben poco fino all'intervallo. Si riprende col Cile all'attacco e un Vidal che appare piu' ispirato anche se rispetto alla prima parte sale l'agonismo ma cala lo spettacolo, col solo Pastore che prova ad accendere la luce nell'undici del Tata Martino. Poco prima della mezz'ora ecco Higuain per Aguero e Mati Fernandez per Valdivia ma e' la Roja che sembra crederci di piu', tanto che l'ultima sostituzione in casa albiceleste e' Banega al posto di Pastore. E all'82' il Cile ha l'occasione della vita ma la girata al volo di Sanchez finisce sul fondo mentre l'ultimo brivido subito prima dei supplementari lo regala il Pipita, che manca il tap-in vincente sull'assist di Lavezzi.

Uno spento Vargas lascia spazio a Henriquez, in un epilogo che vede la Roja all'arma bianca e l'Argentina che si affida al contropiede, anche se poi e' Sanchez ad andare via in campo aperto dopo un liscio di Mascherano ma ancora una volta il Nino Maravilla non inquadra la porta di Romero. La stanchezza, pero', ha la meglio su tutti e ai rigori l'errore di Higuain e la parata di Bravo su Banega regalano a Sanchez la palla per mettere fine alla lunga attesa. Per l'Argentina un finale triste, come in un tango di Gardel.

(ITALPRESS)