23.06.2015 13:46

Inchiesta Catania: Partite "truccate" per salvare gli etnei

Per salvare il Catania dallo spettro della retrocessione in serie C, dopo la sconfitta esterna con la 'Virtus Entella', i vertici del club etneo avrebbero deciso di 'truccare' le partite e offrire denaro ai giocatori delle squadre avversarie.

E' quanto scoperto dalla Dda di Catania che con l'operazione di polizia 'I treni del gol' ha arrestato i vertici del Calcio Catania e indagato, in tutto, 19 persone. Ai domiciliari sono finiti: Antonino Pulvirenti, 53 anni, presidente del Calcio Catania, Pablo Gustavo Cosentino, 47 anni, ad Calcio Catania, Daniele Delli Carri, 44 anni, ex direttore sportivo Catania, Giovanni Luca Impellizzeri, 44 anni, agente di scommesse sportive on line, Pietro Di Luzio, 51 anni, tesserato del 'Genoa Cricket and Football Club', Fabrizio Milozzi, 46 anni, pregiudicato, Fernando Antonio Arbotti, detto Michele, 55 anni, procuratore sportivo e agente Fifa.

Tra gli indagati ci sono Pietro Lo Monaco, proprietario del Messina Calcio; Fabrizio Ferrigno, direttore sportivo Messina; Alessandro Failla, ad Messina Calcio; Alessandro Bernardini, calciatore Livorno; Riccardo Fiamozzi, calciatore Varese; Luca Pagliarulo calciatore Trapani; Matteo Bruscagin, calciatore Latina e Antonino Dai', calciatore Trapani.

I giocatori avrebbero ricevuto, in media, 10 mila euro ciascuno. Gli investigatori della Digos e della polizia postale, attraverso l'intercettazione di numerose conversazioni hanno intuito il modus operandi nell'alterare fraudolentemente il risultato degli incontri del Catania validi per il campionato di 'Serie B', con conseguente vittoria dei rossazzurri. Le indagini sono state avviate nel mese di marzo 2015, quando in considerazione della difficile situazione in classifica del campionato di 'Serie B' dopo la sconfitta esterna con la 'Virtus Entella' del 21 marzo, in piena zona retrocessione, i vertici della societa' rappresentati Pulvirenti, Cosentino e Delli Carri hanno preso contatto con gli altri indagati per favorire le vittorie della squadra etnea negli incontri che si sarebbero disputati da quel momento in poi.

L'associazione a delinquere avrebbe goduto di consistenti risorse economiche e finanziarie messe a disposizione da Gianluca Impellizzeri, utilizzate per pagare i favori dei partecipanti alle manifestazioni sportive, risorse umane, contatti e rapporti di conoscenza vantati da Arbotti per individuare ed avvicinare i calciatori ritenuti disposti a offrire le loro prestazioni in cambio di un'offerta o promessa di denaro.

Durante le conversazioni telefoniche gli indagati utilizzavano un codice ben preciso: 'il magistrato' era il presidente Pulvirenti, 'l'udienza o la causa' era l'incontro di calcio, 'la tariffa o la parcella dell'avvocato' era il prezzo per al corruzione del calciatore, 'il treno' era il calciatore e 'l'orario del treno o il binario' era il numero di maglia del calciatore.

Le partite incriminate, di cui si e' accertata la combine sono cinque: Varese-Catania del 2 aprile 2015, terminata con il risultato di 0-3, Catania-Trapani dell'11 aprile 2015 e terminata con il risultato di 4-1, Latina-Catania del 19 aprile 2015 e terminata con il risultato di 1-2, Catania-Ternana del 24 aprile 2015 e terminata con il risultato di 2-0 e Catania-Livorno del 2 maggio 2015 e terminata con il risultato di 1-1. Sotto indagine e' finita anche la partita Catania-Avellino disputatasi del 29 marzo 2015 e terminata con il risultato di 1-0.

(ITALPRESS)