16.06.2015 22:52

Eder-gol,Italia-Portogallo 0-1,per Conte primo ko

Era un'amichevole ma forse nessuno aveva avvertito gli azzurri. Solo Conte ci crede, cambia, varia, sperimenta schemi offensivi tornando addirittura al 4-2-4. Il tutto pur di evitare la sconfitta con il Portogallo.

La sua prima sconfitta. Allo Stade de Gene've bisognava vincere per evitare di finire in seconda fascia nel sorteggio del 25 luglio per le qualificazioni ai Mondiali russi. O almeno pareggiare per regalare al ct azzurro la 'Decima' partita senza perdere.

Niente, tanta stanchezza e poca testa: vince il Portogallo, non succedeva dal 1976. Dopo un discreto primo quarto d'ora e un piccolo lampo in avvio di ripresa con il palo colpito da Bonucci, l'Italia soccombe sotto i colpi di un Portogallo sperimentale e per giunta senza la sua stella Cristiano Ronaldo. Azzurri che cambiano molto rispetto alla Croazia, ma in attacco stavolta non funzionano nemmeno Candreva e El Shaarawy, schierati al fianco di un Immobile di nome e di fatto. Va poi aggiunto che per Fernando Santos gli incastri sono davvero fortunati se poi con l'infortunio di Fabio Coentrao trova l'ingresso Eliseu che si confermera' uno tra i migliori assieme a Moutinho, Eder e Quaresma. Sono loro i ballerini che fanno danzare l'Italia in difesa.

Azzurri che partono bene, al 19' Bertolacci carica il tiro e la palla lambisce il palo, poi e' la volta di El Shaarawy. Basta. Per il resto e' tutto Portogallo e se si va a riposo sullo 0-0 e' solo per l'imprecisione dei lusitani. Nella ripresa, azzurri subito pericolosi su calcio piazzato: punizione di Pirlo, colpo di testa di Bonucci e palo. I lusitani si distendono sempre in contropiede e al 7' arriva il meritato gol: assolo di Eliseu a centrocampo, palla a Quaresma che di "trivela" pesca in mezzo Eder che segna la sua prima rete in Nazionale.

Conte cambia e passa al 4-2-4 di vecchia memoria: dentro Franco Vazquez per Soriano, Gabbiadini per un depresso Candreva e poi Sansone (debutto azzurro per lui) per un irriconoscibile El Shaarawy. Cambia poco, pochissimo. A parte gli ultimi sussulti di Gabbiadini e Vazquez che impegnano Beto nel finale. Al di la' del tentativo apprezzabile dei nuovi, oggi per l'Italia un brutto passo indietro rispetto al pari croato.

(ITALPRESS)