11.06.2015 21:03

Conte "Non e' decisiva e non firmo per pari"

Da novembre a oggi e' passato un po' di tempo, l'Italia e' cresciuta e lo deve dimostrare. A San Siro contro la Croazia, "l'avversario piu' forte del girone", ha ribadito anche oggi Antonio Conte, gli azzurri rimediarono un pari sofferto, contro una squadra che si mostro' superiore e che oggi si trova davanti in classifica di due punti.

Ma domani a Spalato c'e' l'occasione di suonare tutta un'altra musica. "Dopo la gara d'andata avevo detto che la Croazia era una squadra forte, che lo aveva dimostrato a San Siro, dove ci era stata superiore, e che meritava il primo posto. Detto questo abbiamo lavorato e cercheremo domani di dimostrare il contrario", avverte il ct azzurro, il cui approccio e' abbastanza sereno. In caso di sconfitta il primo posto diventerebbe quasi un miraggio e la qualificazione passerebbe per la sfida contro la Norvegia ma nonostante questo per Conte la gara di domani "non sara' decisiva qualsiasi sia il risultato. E' una partita bella, tosta, contro un avversario forte, e questo ci deve dare grandi motivazioni. Ma non e' decisiva ai fini della classifica, nessun risultato inciderebbe in maniera importante e definitiva sul risultato finale".

Tanto che "non firmerei per il pari, non mi e' mai capitato di iniziare una partita con un obiettivo minimo, bisogna sempre puntare all'obiettivo massimo e cercare di fare il possibile per centrarlo. Se poi la gara dovesse finire in pareggio, faremo le valutazioni: potrebbe essere positivo se avremo giocato bene, negativo se la prestazione non fosse all'altezza". Si giochera' a porte chiuse, "difficile sotto tutti i punti di vista, della concentrazione, dell'adrenalina, sia per noi che per la Croazia, avremmo preferito giocare col pubblico", assicura il ct. Che sulla formazione non si sbilancia troppo anche se di fatto conferma il passaggio al 4-3-3 in risposta alle indicazioni del campionato. "Abbiamo abbondanza di giocatori esterni giovani, bravi nell'uno contro uno, il gol lo troveranno". Questo cambio di modulo pero', precisa Conte, "non nasce dal fatto di contrastare la Croazia ma dal fatto che c'era in mente un percorso da fare e vista anche la situazione attuale, penso sia la cosa migliore. I tre giorni della settimana scorsa ci hanno permesso di testare, non e' sempre facile cambiare sistema se vuoi dare un'idea di gioco alla squadra".

Sicuro titolare Pirlo, che Conte non vede lontano dall'Italia o dalla Juve ("ha grandissimo entusiasmo, la passione di un ragazzino. Non penso che Andrea possa lasciare il calcio, secondo me ha ancora tanto da dare e l'augurio mio e' che possa continuare"), alla vigilia dell'ultima gara ufficiale della stagione, per il ct e' anche tempo di fare un primo bilancio. Personale ("un anno di esperienza come commissario tecnico ti fa capire che la figura del ct e' totalmente diversa rispetto a quella di allenatore di club, entri in determinati meccanismi e cerchi di fare di necessita' virtu'") che di squadra. "Ci troviamo nel punto che meritiamo. Abbiamo disputato 8 partite fino ad ora, alcune buone, altre meno. C'e' stato un percorso di crescita e in questo percorso abbiamo trovato e stiamo trovando dei ragazzi, dei giovani che si stanno mettendo in luce nel campionato italiano e altri arriveranno visto che ci sono elementi interessanti anche nell'under 21. Ci auguriamo che questo processo di crescita prosegua e ci possa portare agli Europei". Assieme a Conte, in conferenza stampa, il capitano azzurro Gigi Buffon. Piu' prudente sul futuro di Pirlo ("sono valutazioni che Andrea in tutta serenita' vuol fare per poter prepararsi un futuro migliore e piu' adatto a quelle che saranno le sue velleita'".

"Vorra' capire se c'e' ancora o meno il desiderio di ricavalcare ancora l'onda ma per queste cose c'e' bisogno di qualche giorno di meditazione"), il portierone si ritrova davanti Rakitic e una Croazia che all'andata ha fatto male alla Nazionale. "A Rakitic faro' i complimenti, per il giocatore che e', per la carriera che sta facendo e per l'ultimo successo - dice del centrocampista del Barcellona - Loro sono un gruppo di giocatori, 10-12, che da parecchio tempo giocano insieme e stanno portando avanti questo progetto. Noi ci siamo rinnovati e ci sono tanti ragazzi nuovi che si affacciano per la prima volta a questi palcoscenici. Ed e' normale essere un pochino dietro a loro". E con una spina dorsale azzurra a tinte bianconere, domani ci sara' una particolare voglia di rivincita. "Stiamo abbastanza bene visto e considerato che l'ultima partita l'abbiamo giocata 5 giorni fa e a buoni livelli e giocando singolarmebhte una bella gara - dice Buffon degli altri compagni di squadra della Juve con lui a Spalato - E' chiaro che c'e' stata un po' di amarezza ma sono scorie che nel giro di qualche giorno ti lasci alle spalle, soprattutto quando hai la fortuna di avere una partita in rapida sequenza".

(ITALPRESS)