21.05.2015 18:55

Fifa: Van Praag e Figo ritirano candidatura a presidenza

Come anticipato ieri dai media locali, il presidente della Federcalcio olandese Michael Van Praag e Luis Figo hanno ritirato le rispettive candidature alla guida della Fifa.

Il primo a farlo e' stato Van Praag, comunicando in una nota anche il suo sostegno al principe Ali' Bin Al-Hussein di Giordania, che resta cosi' l'unico avversario di Joseph Blatter, a caccia del quinto mandato, per la battaglia elettorale del 29 maggio a Zurigo. Ma fa un passo indietro anche l'ex giocatore di Barcellona, Real Madrid e Inter e lo fa con toni aspri dalla sua pagina Facebook. "Le reazioni del mondo del calcio mi avevano convinto che avevo fatto la scelta giusta, ho viaggiato e incontrato persone straordinarie che condividevano la necessita' di cambiare e ripulire la reputazione della Fifa come oscura organizzazione che e' spesso vista come luogo di corruzione - scrive Figo - Ma sono stato anche testimone di svariati episodi che dovrebbero far vergognare chiunque desidera un calcio libero, pulito e democratico. Ho visto coi miei occhi presidenti di Federazioni che un giorno paragonano i leader della Fifa al diavolo e il giorno dopo a Gesu'. Ai candidati e' stato vietato di rivolgersi alle Federazioni durante i congressi mentre un candidato - il riferimento a Blatter - ha sempre parlato dal palco. Non c'e' stato nemmeno un dibattito sulle proposte dei vari candidati. Pensate sia normale in vista di un'elezione? Questo processo elettorale e' tutto tranne che un'elezione, e' un pleibiscito per consegnare il potere assoluto a un uomo. E io mi rifiuto di prendervi parte. Dopo una riflessione personale e aver condiviso con gli altri due candidati i nostri punti di vista, credo che il 29 maggio a Zurigo non sara' un normale atto elettorale. E quindi non contate su di me".

Figo, che a differenza di Van Praag non dice esplicitamente di sostenere la candidatura del principe Ali', ribadisce che dall'esterno continuera' a recitare "un ruolo attivo nella rinascita della Fifa e saro' disponibile qualora mi si dimostri che non viviamo in una dittatura. Non ho paura dell'esito dell'urna ma non partecipero' a un processo dal quale il calcio non emergera' vincitore. Ho preso la mia decisione, non mi candidero'".

(ITALPRESS)