16.12.2015 10:22

Blatter"Non sono diavolo,Platini onesto ma contro di me"

"A vita! Squalificati a vita! Anche Platini. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo preso tutti i soldi Fifa e siamo scappati? Abbiamo ucciso qualcuno?". Lo sfogo di Joseph Blatter, in un'intervista esclusiva rilasciata alla Gazzetta dello Sport (oltre che agli spagnoli del Mundo Deportivo e ai francesi di Liberation) alla vigilia dell'audizione davanti al comitato etico. "Non sono il diavolo. Credo in Dio e, se Dio esiste, non puo' esserci l'inferno.

Quindi neanche il diavolo", spiega il grande capo del calcio mondiale che confessa di essere "scioccato. Mi hanno sospeso 90 giorni senza neanche ascoltarmi. Voglio essere sentito dai giudici. In Svizzera non possono condannarti a vita senza che ti difenda, e' contro il diritto dell'uomo. Ho scritto a tutte le federazioni perche' sappiano che nella mia vita non ho mai accettato denaro non guadagnato e che ho sempre pagato i miei debiti. Vi assicuro che i 2 milioni di franchi a Platini sono legittimi, sto subendo qualcosa che sembra l'Inquisizione. Non ha senso scoprire dai giornali che saro' radiato, oppure che dovro' pagare 600mila franchi di multa! E' contro i principi della confidenzialita' e la Disciplinare Fifa dovrebbe intervenire: le abbiamo mandato una lettera e non ci hanno nemmeno risposto di averla ricevuta. Un trattamento mai visto. Molti presidenti federali sono ancora con me e un deputato svizzero ha chiesto in Parlamento se vogliamo per caso vendere la Fifa all'America".

Blatter parla della storia dei 2 milioni di franchi versati a Platini. "A fine '98 mi ha detto: 'Vorrei lavorare con te'. E io: 'Benvenuto'. Lui ha aggiunto: 'Guarda che sono un po' caro, un milione all'anno'. Gli ho detto: 'Vediamo cosa posso fare'. Un validissimo contratto orale. Poi a sorpresa e' stato eletto alla Fifa e all'Uefa, a sorpresa perche' l'Europa non l'amava: era l'unico con me - continua Blatter -. E io non mi sono piu' occupato del pagamento, per una cosa o per l'altra, ma ho dato l'ordine di pagare. La richiesta e' passata per la commissione finanze e il Congresso. La prima parte del pagamento e' nel bilancio, la seconda no, ma io non sono un contabile Fifa. E che fosse o meno nel bilancio era un debito da pagare".

Fu pagato solo nel 2011 e l'accusa che viene mossa riguarda il presunto accordo tra i due su una staffetta tra il 2011 e il 2015. "Non e' vero! Ero l'unico candidato e Platini neanche mi ha fatto i complimenti. Non so se questo succede per impedire a Platini di essere il presidente, per mettermi la pietra al collo o per entrambe. Ora le nostre sorti sono legate". Blatter ci tiene a precisare di "non avere nessuna accusa formale. Il comitato etico dovrebbe intervenire se il presidente non ha fatto il suo mestiere, ma e' il Congresso che lo elegge o lo revoca. Spero non sia manovrato, ma non credo".

Cinque i candidati alla sua successione. "Sulle loro qualita' non mi pronuncio, ma a maggio ho stravinto contro uno di loro, il principe giordano Ali. E Platini si e' complimentato. Non mi posso schierare con nessuno: lo condannerei. Infantino? C'e' un buon rapporto, siamo di paesi distanti 8 km, quando ci incontriamo ci abbracciamo". Blatter precisa: "non mi sono dimesso, ho rimesso il mandato, e' diverso. Per salvare la Fifa, perche' c'era il caos. Dicevano che la Fifa era la mafia, ora vedono che e' vittima. Sono ancora presidente e dovevano farmi finire il mandato". Secono lo storico capo della Fifa la verita' e' che c'e' "un virus anti-Blatter da debellare. Comincia nell'Uefa e si estende agli inglesi. Il premier britannico era andato all'Ue per dire che non potevo essere presidente Fifa. Una speculazione politica".

"Platini - continua - doveva essere il mio successore naturale, ma non e' andata cosi'. Anche lui e' stato attaccato dallo stesso virus. Platini e' un uomo onesto. Un po' primadonna. Ma non tutta l'Europa oggi lo appoggia, tanti sono con me e contro di lui. Lo spagnolo Villar mi e' stato vicino". Blatter non teme la fuga degli sponsor. "Non c'e' miglior piattaforma del calcio che parla a 6 miliardi di persone e ha 300 milioni di praticanti". Blatter vede una Fifa che "non riesce ad andare avanti, non ha una direzione, non ha piu' gestione amministrativa. Oggi e' alla deriva". Blatter dice: "non ho mai fatto una cosa di cui rimproverarmi dal punto di vista etico, giuridico o penale. Ma sono quasi riusciti a eliminarmi. Il 1° novembre sono stato ricoverato d'urgenza: se non fossi stato a Zurigo, scrivereste l'epitaffio, non l'intervista. Due impiegati Fifa hanno avuto seri problemi nervosi: c'e' chi soffre per questa situazione. Anche la mia famiglia: ho una nipotina che subisce mobbing a scuola.

Rimpianti? Forse mi sono fidato troppo di alcune persone. Ero segretario e sono diventato presidente: chi era il mio superiore e' stato superato ed e' ancora li'. Magari non l'ha presa bene. E poi non ho ascoltato la famiglia che, dopo il Brasile, mi ha detto: "Fermati". Platini? Il 24 settembre all'Esecutivo Fifa siamo usciti come due amici, la gente ci ha separato e da allora basta. Mi dedichero' alla famiglia, ma non potro' dimenticare quello che e' stato il calcio per 40 anni. La gente mi vuole ancora bene, la vita oggi va veloce e quelli che muoiono escono spesso dalla Storia. Ma io saro' ricordato. Come? Per l'idea di un calcio universale, non europeo o sudamericano. Per lo sviluppo nei Paesi poveri. Per aver reso la Fifa ricca con i diritti tv, permettendo di vedere tutte le partite. Per aver portato il Mondiale in Africa. In ospedale ho visto la morte e ho riflettuto sulla vita. Stupido perdere tempo per cose superficiali. Io al Gala del Pallone d'oro? Sicuro! Credo nella giustizia".

(ITALPRESS).