14.12.2015 11:37

Prandelli "Juve e Inter bruciano tappe"

Per lo scudetto la lotta e' piu' aperta che mai ma Juve e Inter hanno forse una marcia in piu'. Alla faccia di chi dice che giochino male. Cesare Prandelli osserva da spettatore il campionato di serie A, un torneo "molto, molto interessante, ci sono 4-5 squadre che possono lottare fino alla fine". Al momento le due pretendenti piu' accreditate sembrano le squadre di Allegri e Mancini, la prima in rimonta dopo un pessimo inizio, la seconda in testa nonostante in molti abbiano storto il naso davanti al gioco espresso.

"Sono critiche ingiuste, che lasciano il tempo che trovano - commenta Prandelli ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport' su RadioUno - Sono due allenatori che non devono dimostrare nulla dal punto di vista della loro carriera e le loro squadre hanno la possibilita' di lottare per il vertice, per lo scudetto. Hanno cambiato e quando si cambia serve un po' di tempo ma stanno bruciando le tappe".

E' vero che "Napoli e Fiorentina come gioco hanno dimostrato di avere qualcosa in piu' ma in Italia non basta il gioco, bisogna avere qualcosa in piu' - sottolinea ancora il tecnico di Orzinuovi - Ieri la Juve ha dimostrato che ha voluto in tutti i modi di vincere la gara, Allegri e Mancini hanno un po' piu' di esperienza". E se i nerazzurri hanno dalla loro la possibilita' di potersi concentrare solo sul campionato ("Non avere le coppe e' un vantaggio, puoi preparare la prossima partita nel miglior modo possibile e l'Inter lo sta dimostrando"), la Juve "ha ritrovato carattere" e oltre a quelli di Allegri ci sono i meriti della societa', che ha tenuto la barra dritta nei momenti piu' complicati di inizio stagione.

"La differenza la fa la dirigenza, la societa', la presenza quotidiana di persone che sanno valutare il lavoro della squadra e dell'allenatore - sottolinea Prandelli - E quando la societa' e' presente e condivide le scelte anche dolorose, non lasciando l'allenatore solo, diventa piu' facile trasmettere ai giocatori la mentalita' vincente".

"Se fai delle scelte difficili e il dirigente e' presente, non ci sono polemiche. Allegri ha fatto una scelta in attacco, ha tolto dal punto di vista tecnico ma caratterialmente ha avuto un risultato straordinario. Solo con la tecnica, con la qualita' individuale non vinci il campionato. Servono davanti giocatori che danno l'esempio". La Fiorentina e' uscita ridimensionata dalla gara di ieri ma "i fiorentini devono godersi questo momento, Sousa ha realizzato una squadra che ha una base tecnica importante, il gioco di tre anni con Montella si vede come palleggio ma lui ha dato piu' qualita' dal punto di vista dell'aggressione. I tifosi devono essere orgogliosi della propria squadra e del loro allenatore e devono vivere questa stagione sognando, come anche a Napoli". E poi c'e' Bernardeschi, "un ragazzo molto interessante, che abbina quantita' e qualita', ha una corsa importante, e' un giocatore seguito dal ct, di giocatori cosi' non ce ne sono nel panorama italiana".

"E' un giocatore che si sta completando, fino a qualche settimana fa pochi pensavano che potesse lavorare sulla fascia e invece lo sta facendo bene. E quando si completera', trovera' il suo ruolo", assicura Prandelli, che fra i giovani della serie A ammira anche Saponara: "pure lui e' uno di quei giocatori che puo' abbinare quantita' e qualita' e sa raccordare il centrocampo con l'attacco". Di giovani interessanti ce ne sono anche al Milan, che pero' anche quest'anno sembra non aver imboccato la strada giusta. "Il Milan e' una squadra che ha cambiato molto, che ha un progetto intrigante, Donnarumma, Romagnoli e Niang hanno 50 anni in tre - sottolinea Prandelli - E se hai la forza di cambiare in maniera cosi' decisa devi avere la pazienza di aspettare. La realta' Milan e' importante e difficile, mi hanno dato molto fastidio i fischi di ieri per Montolivo, anche se forse erano rivolti al momento. I giocatori del Milan devono avere la capacita' di sopportare le pressioni, che nei momenti di cambiamento ci sono". Tra l'altro ai rossoneri e' stato accostato anche il nome di Prandelli, fuori dal giro da oltre un anno, dall'esonero al Galatasaray, e voglioso di rimettersi in gioco. E dunque, per il futuro, niente e' escluso: "Un allenatore, quando vuole tornare in pista, davanti alla chiamata di una grande squadra non puo' dire di no".

(ITALPRESS).