08.12.2015 16:56

Borja Valero "Non temiamo nessuno"

Se ci saranno le possibilita', la Fiorentina se la giochera'. Ma la parola d'ordine resta la stessa: piedi per terra. Da anni i viola non erano in lotta per il titolo, l'entusiasmo in citta' e' palpabile e tocca ad allenatore e giocatori vestirsi da pompieri. "La gente e' molto passionale a Firenze, quando e' venuto Papa Francesco gli hanno chiesto di farci vincere lo scudetto - racconta Borja Valero al quotidiano spagnolo 'Abc' - Sono 46 anni che lo aspettano e dovessimo vincerlo la maggior parte dei fiorentini morirebbe quel giorno e morirebbe felice. Da molto tempo non c'erano cosi' tante possibilita' ma bisogna mantenere la calma. Il nostro obiettivo non e' il titolo. Giochiamo il miglior calcio d'Italia anche se non siamo la miglior squadra, ma non abbiamo paura di nessuno. Le difficolta' della Juve? Ha dovuto fare a meno del suo 'quarterback', Andrea Pirlo, il Tom Brady del calcio. A parte la sua bravura, mi piaceva per la qualita' dei suoi passaggi lunghi". L'ex Villarreal e' alla sua quarta stagione in viola e non potrebbe stare meglio.

"Qui alla Fiorentina piace il bel calcio e questo mi ha aiutato a essere importante sin dal primo giorno. In piu' la citta' e' preziosa, e' piccola, bella, comoda e dal punto di vista culturare affascinante. Magari piove troppo ma il resto e' favoloso. Mi sento molto benvoluto, mi hanno pure dato la fascia di sindaco e vogliono darmi la cittadinanza onoraria. La mia famiglia ed io siamo molto felici qui". La cosa peggiore del calcio italiano sono invece "le condizioni dei campi, solitamente sono molto secchi", aggiunge Borja Valero, confermando poi di essere stato corteggiato dalla Nazionale italiana. "Volevamo sapere se avessi qualche antenato italiano per ottenere il doppio passaporto e giocare con gli azzurri ma io voglio giocare con la Spagna, anche se ho sempre detto che c'e' tanto di quel talento li' che non avrei avuto spazio, e il Mondiale e i due Europei vinti lo dimostrano. Sono rassegnato, ho sempre pensato che bisogna chiamare i piu' in forma ma non e' cosi' ed e' un peccato. Eppure - conclude - non perdo ancora la speranza di un posto per Euro2016".

(ITALPRESS)