14.10.2015 10:13

Lotito "Campagna di bugie"

"Da otto mesi a questa parte e' in atto ai miei danni una campagnia di bugie. Ho letto moltissime cose non vere sul mio conto. Quali? Ne riparleremo alla fine di questa storia". Cosi', in un'intervista concessa a "La Repubblica", il presidente della Lazio, Claudio Lotito, coinvolto nell'indagine di Milano, insieme ai colleghi di Genoa e Bari, rispettivamente Enrico Preziosi e Gianluca Paparesta.

"Io rispondo a me stesso di quello che ho fatto e non di quello che non ho fatto. Non ho intenzione di commentare in alcun modo le notizie uscite sui giornali. Dico solo che sono dispiaciuto da quello che sta venendo fuori perche' sono tutte cose non vere", conclude la sua breve intervista Lotito.

Dal numero 1 della Lazio a Enrico Preziosi che, in un'intervista al Corriere della Sera, risponde alle accuse sul presunto finanziamento occulto che avrebbe ricevuto da Infront per aggirare i controlli della Covisoc e iscrivere il suo Genoa al campionato. "Non e' assolutamente vero. Si tratta di un versamento di 15 milioni effettuato in tre tranche da un mio conto svizzero, regolarmente dichiarato al fisco italiano - dice il presidente del Grifone -.

Forse non tutti lo sanno ma io da 9 anni sono residente a Lugano. Sono sereno, ho ricevuto un prestito da una societa' finanziaria che dovro' rimborsare con gli interessi. L'operazione e' trasparente ma lascio agli inquirenti il corso delle indagini". Preziosi parla anche dell'accordo sulla spartizione dei diritti tv, argomento anche questo finito sul quale la procura di Milano sta indagando.

"Accadde che a parte la Fiorentina, astenutasi dalla votazione (pur essendo gestita da Infront), tutte le societa' si espressero a favore", spiega Preziosi che, al Corriere della Sera, risponde cosi' a chi ritiene che lui, Galliani e Lotito siano i padroni del calcio italiano. "Chi ci crede e' un pazzo. E' ridicolo pensare che 17 presidenti siano nelle mani di sole tre persone. Forse all'interno di un'associazione c'e' chi ha piu' carisma e chi meno ma ipotizzare che Andrea Agnelli faccia quello che dice Preziosi e' una bestemmia. Se pure Roma e Juve hanno votato quell'accordo probabilmente avranno avuto la loro convenienza. L'inchiesta non mi sembra casuale, ma lascio lavorare la magistratura competente.

Non capisco questo caos o forse lo capisco fin troppo bene. Senza i proventi dei diritti tv, non necessariamente di Infront si tornerebbe al mecenatismo. L'85% delle entrate dei club derivano dai diritti tv, se scomparissero sarebbe la morte del calcio. Se al sistema si toglie il miliardo e 200 milioni della tv, il sistema salta. Non ci sono altri scenari. Troppi poteri a Infront? Non so se agiscono in posizione di monopolio o meno. Se domani arrivasse la societa' di Nicola Saverio e ci offrisse piu' quattrini diremmo "grazie, arrivederci" a Bogarelli. In passato la tv Dahlia ci aveva prospettato ponti d'oro e poi e' fallita: non abbiamo visto una lira. La Lega ha bisogno di un partner capace di garantire un flusso di denaro e Infront lo e'".

Preziosi, dopo aver detto che potrebbe "essere parte lesa in questa vicenda", ha una parola di conforto per l'amico Galliani alle prese con la procura di Parma: "sono esterrefatto, conoscendo Adriano so che non commetterebbe mai un'azione che avesse il minimo sentore di illegalita'".

(ITALPRESS)