19.05.2015 14:48

Operazione "Dirty soccer": coinvolti 33 club Lega Pro e D

Dirigenti, allenatori e calciatori di 20 squadre di calcio di Lega Pro e 13 squadre di Lega nazionale dilettanti sono coinvolti nell'operazione "Dirty Soccer" che ha visto l'esecuzione di 50 provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Catanzaro e l'iscrizione nel registro degli indagati di 70 persone.

Le indagini della Squadra Mobile di Catanzaro hanno accertato decine di combine di partite di calcio dei campionati in corso di Lega Pro e Lega D da parte di due distinte organizzazioni criminali. I soggetti coinvolti sono tutti ritenuti responsabili a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, nonche' alcuni di sequestro di persona, estorsione e corruzione. "I numerosi provvedimenti di fermo - ha commentato il questore di Catanzaro, Giuseppe Racca - dimostrano che l'attivita' delinquenziale legata al calcioscommesse e' fiorente e ramificata non solo nel nostro Paese, ma anche all'estero. Le indagini hanno accertato l'esistenza di una stabile organizzazione criminale che, grazie alla complicita' di calciatori, ex calciatori, direttori sportivi, dirigenti e tesserati delle varie societa' e' riuscita a mettere in piedi delle condotte finalizzate ad alterare i risultati delle partite al fine di conseguire numerosi ed ingenti illeciti guadagni".

La Polizia di Stato sta ancora eseguendo arresti e perquisizioni in Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto, Lombardia. Le attivita' investigative sono partite attraverso il monitoraggio di Pietro Iannazzo, 40enne, ritenuto elemento di spicco della omonima consorteria 'ndranghetistica che intratteneva rapporti per alterare partite di calcio in particolare con il presidente del Neapolis, Mario Moxedano, club militante in serie D. A ricostruire le attivita' svolte in sede di indagine e' stato il Procuratore Capo di Catanzaro Vincenzo Lombardo: "Dopo il primo monitoraggio - ha detto - abbiamo poi esteso le indagini ad altri soggetti che ci hanno permesso di ricostruire l'esistenza di due distinte associazioni a delinquere la cui punta dell'iceberg era rappresentata dall'attivita' svolta da alcuni dirigenti della Pro Patria. La nostra attenzione e' stata rivolta anche ad altri soggetti che tramavano per estendere la combine anche a partite di serie B. Abbiamo atteso la fine dei campionati, non potevamo intervenire prima perche' avremmo reso evidenti le indagini tuttora in corso". I componenti delle organizzazioni facevano valere le loro conoscenze con calciatori disponibili alla combine ai quali venivano corrisposti, di volta in volta, somme di denaro o promesse di ingaggi piu' remunerativi in altre squadre con il fine di ottenere prestazioni compiacenti finalizzate ai risultati da alterare.

E' stata accertata, inoltre, un particolare capacita' degli indagati nell'approfittare, per propri fini, delle difficolta' economiche di alcune squadre che per tali motivi risultavano maggiormente disponibili ad introiti derivanti dal corrispettivo della combine prospettategli. Le situazioni debitorie rendevano, quindi, le stesse societa' permeabili alle illecite offerte di alterazione di incontri che in alcuni casi riguardavano la previsione di risultati particolari che terminavano con la realizzazione di diverse reti, con conseguente aumento delle quote delle relative scommesse particolarmente proficue per gli scommettitori.

(ITALPRESS)